giovedì 5 agosto 2010

Il mondo gira al contrario, o io mi sono svegliata capovolta


Prima si assicurano che io abbia una buona luna, che sia tranquilla, sorridente, in poche parole che non crei rogne e non rompa i coglioni.

Poi, dopo essersene assicurate per bene, mi chiamano su skype, con un sorriso smagliante e mi chiedono com'è andata la vacanza, come sono presa con gli esami, se mi sto divertendo e via dicendo.

Poi arriva, puntuale come sempre, la mazzata finale.

SBAM.

Come possono, me lo domanderò all'infinito, come possono pensare che io mi possa fidare di loro, se questo è il trattamento che mi viene riservato?

Questa non è carognata, non è stupidità, nè inconsapevolezza.

E' cattiveria, stronzaggine, indifferenza e menefreghismo e coglionaggine allo stato brado.

Ma di cosa mi sorprendo!

Un intero anno è stato così, tra bugie e mille sotterfugi.

Mi sono per caso persa qualcosa? Mi sono magari svegliata un giorno e non mi sono accorta che il mondo ha cominciato a girare nel senso contrario?

Mi sono posta innumerevoli volte il fatto che magari fossi io il problema, che fossi io a stare regredendo.

Ma non mi pare che sia proprio così, visti vecchi e recenti episodi.
Chi è, ora, l'infantile? Qualcuna di voi ha ancora il coraggio di venirmi a dire che, cito testualmente senza rancore nè rimorso, (perchè quello che deve essere detto, va detto, prima o poi) "elemosino l'amicizia"?
Quanto si vede, che ho buttato 3 anni e mezzo nel cesso, a dividere tempo prezioso con persone con cui non avevo NULLA in comune.
Mi ero trasformata, non ero più io, ero un surrogato di qualcosa.
Qualcosa che loro volevano che io fossi: una razzista come loro. Una pettegola sparagiudizi come loro. Un'oca stupida come loro. Una fighetta.
Mi vergogno di essermi lasciata abbindolare da loro. E, per più di una volta, di non aver ragionato con la mia testa. Fortunatamente mi sono salvata appena in tempo.
Ma una volta che gli ideali comuni non sono gli stessi, te ne accorgi; così come ti rendi conto di quando, in un gruppo di 5 leghiste pure ignoranti, penose e invidiose, l'unica ad avere idee e mentalità di sinistra sei tu, e allora comincia a quadrare tutto. Spuntano come funghi i luoghi comuni, e si comincia a perdere il rispetto di te.
Allora ci pensi, ci pensi ancora e poi ancora, e arriva il momento fatidico in cui ti chiedi: "Ma ne vale davvero la pena? La loro falsa amicizia vale la tua perdita di identità, le tue lacrime soffocate, il tuo non poterti esprimere nel modo in cui vorresti, le tue urla, le tue paranoie, la tua insonnia e la tua stessa salute?"
Mi sono risposta da sola. L'ho fatto tempo fa.
Perciò il problema non sussiste.
So già quali sono, d'ora in poi, le persone a cui darò fiducia.
Quelle sono state da me scelte, quelle rimangono, la mia decisione è radicale e deve essere accettata, piacente o nolente.


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