domenica 4 maggio 2008

Scivola addosso


Quando si presenta un problema, anche banale, subito se ne riaprono 1000.

Da una ferita, se ne riaprono altre 10.000 che nn si sono mai ricucite e cicatrizzate.

Da una paura singola, ne compaiono e ricompaiono altre. A vagonate.

E' tutta una vera e propria vagonata di problemi, di cose affrontate eppure ritornano. Di altre non affrontate.

Un mucchio di "carte" accatastate l'una sopra l'altra.

Non più state riprese in mano, rilette, chiarite, rimesse a posto.

Sono state lasciate per anni e anni lì, ad ammuffire.

E ora, ora che è un po' tardi per riprendere in mano questioni di 16 anni fa, si ripresentano di nuovo i muri insormontabili. La finestra con la tapparella abbassata, il sole che filtra nella stanza.

Tutto, tutto mi scivola addosso. Io, in realtà, da quella stanza non sono mai uscita. Sono ancora lì dentro, a creare veri e propri mausolei, e il resto mi passa davanti. Io non me ne accorgo, o forse non me ne voglio accorgere. Tutto, tutto mi passa davanti, come un treno in transito. Un mucchio di rotaie su cui corre. A volte ci penso, che vorrei buttarmi di sotto. Forse, è per noia, o forse perchè a 21 anni e mezzo mi rendo conto che la vita potevo viverla bene, appieno, e non l'ho fatto. Perchè mi scivola tutto addosso. Mi passa tutto davanti, e io non faccio nulla. E' tardi per fare qualcosa.

E anche se circa il 99% delle persone tutto ciò non lo capisce, fa male. Fa male davvero rendersene conto. Del fatto che il vetro della finestra resta chiuso, la manopola è piena di polvere, non cambia niente, e fuori il resto del mondo gira, i giorni proseguono, avanzano. Quella è vita. Non è, forse, quella che sto facendo io. Non nel senso che non ho nulla di materiale e affettivo, anzi. Ma vivere è un'altra cosa. Sono stimoli, è interesse complessivo per tutto, comprese le piccole cose. Sono fattori che postimi di fronte, la mia reazione è apatia. O meglio, mi dico già, con consapevolezza, che quegli obiettivi non sarò in grado di raggiungerli, perchè a volerli sono la persona che sono io, ed essendo io, me medesima, non vedo che tutto mi si chiude davanti. Sono io la prima a chiudere e a chiudermi le mie stesse opportunità. Non vivo, fingo di farlo. Ho dei problemi,e non li affronto ma li aumento, per puro masochismo.

Obiettivi veri e propri futuri non ne ho, perchè tutti quelli che riesco a raggiungere, poi tutto si tramuta nella stessa solita corsa a ostacoli addosso a cui cado e faccio una fatica mostruosa a rialzarmi.

Mi do colpe che non merito, e quelle mi meriterei di darmi, le scaravento addosso agli altri.

La conclusione? Non c'è. Solo supposizioni, del tipo, resterò a fingere di vivere per tutto il resto della mia vita. Vedrò i miei cari morire, i miei amici farsi una loro vita, raggiungere la felicità assoluta, i miei amori stufarsi e allontanarsi, e poi evitarmi.

E allora avrò raggiunto il mio unico obiettivo: distruggere la mia vita con le mie stesse mani, tutto da sola, senza l'aiuto di nessuno. Così nessuno sarà obbligato ad addossarsi colpe inutili. Tanto, non verranno poste indagini.

La morte è naturale. Anche la distruzione può esserlo. Quindi il problema non sussiste. Certo, non c'è mai stato. Che differenza fa? Tanto, mi scivola tutto addosso.

mercoledì 30 aprile 2008

i mutamenti


Sono sempre stata una persona che riflette. molto, troppo, troppo poco quando nn serve. paranoica, si, un po', lo ammetto. lo sono quando mi rendo conto che le cose mi sfuggono di mano.
stasera stavo ripensando e riflettendo su recenti episodi, recenti conversazioni avute con persone che per alcuni anni mi sono state vicine, molto amiche, persone che per qualche periodo ho odiato e amato, ho detestato e da queste sono rimasta delusa.
e mi è tornata soprattutto in mente una chiaccherata fatta con un amico (sempre se ancora amicizia si può chiamare..a malapena ci si becca a chiaccherare come si deve) qualche settimana fa. non sto qua a spiegare l'intera faccenda, e neppure il tema unico del discorso, però posso affermare che la gente la continuo ad ascoltare. non è il periodo, non sono io, non è nulla. è solo che io, persona, essere umano, crescendo ho preso la decisione (non ricordo quando di preciso, ma so che l'ho presa) di mettere da parte per un po' certi discorsi con certe persone, e di, soprattutto, prendermi cura di me stessa. io sono cresciuta, ho sperimentato alcuni tipi d relazioni, ho conosciuto nuova gente, ho ampliato le mie vedute e aperto la mia mente come non pensavo mai avrei fatto, fino a 3 anni fa.
cosa essenziale: ho, credo involontariamente o spontaneamente, creato una categoria di persone con cui ormai è arrivata ora di "chiudere" i ponti, magari non del tutto, ma almeno un po'.
non posso dire questo mio allontanarmi mi abbia fatto piacere o che me ne stia facendo tutt'ora, anzi.
fa sempre un certo effetto rendersi conto da un momento all'altro, che certi discorsi non li fai più con quella persona, perchè non c'è più l'amicizia di prima, perchè ci sono stati eventi che hanno veramnete fatto si che ci fosse una frattura, una voragine, un buco (che potrebbe essere riemarginato, riempito, ma non posso essere solo io a metterci di mio. le cose vanno fatte in 2).
cosa mi fa male di più? questo, appunto. ilfatto che forse nn s potrà cicatrizzare nessuna ferita. no, anzi. quella particolare ferita. perchè nn tutte le cose nn si possono aggiustare.
Io, comunque, non mi sento in colpa. se mi ci sentissi davvero, significherebbe che ho fatto male anche a non crescere, a non fare mie determinate esperienze, mentre invece quelle servono sempre. sempre. in ogni caso, sia negativo che positivo.
il fatto che io possa modificare alcuni miei interessi, che magari nn sono piu gli stessi d 4 o 3 o addirittura d un solo anno fa, nn vuol dire che io deluda una determinata persona. io, per questa persona, posso magari non essere più sul suo piedistallo, ed è ok, ne sono consapevole. ma il mio mutamento che per me è un vero traguardo ed è per me stessa in gran parte positivo, non può automaticamente diventare delusione per gli altri. è inaccettabile.
io sono io, sono una persona, e ce ne sono molte che sono in continuo mutamento. io sono una di quelle.
è assurdo venirmi a fare la morale per qualcosa che a me ora piace e che prima detestavo, o viceversa.
è indice di profonda immaturità. e allora, quelle persone che a me tornano a fare questo discorso, che nn è la prima volta, è ovvio che poi io mi annoio e decido di allontanarmi da questi circoli viziosi.
è normale, è nel circolo delle cose. e anche la mia pazienza ha i suoi limiti. quando questi vengono superati e io vengo offesa, allora la famosa categoria di cui parlavo prima, si restringe sempre di più. ma a me nn importa. perchè è vero che sono pochi gli amici veri e buoni, che ti stanno vicino dall'inizio fino alla fine, ed è pure vero che se ci sono fratture in un'amicizia, se questa è forte e veramente duratura, tutto si può aggiustare e fare di tutto perchè torni come prima. e, soprattutto, se ci si cerca a vicenda(o anche non a vicenda) vuol dire che qualche barlume di speranza ancora c'è, nell'aria.
queste mie parole non pungono, non feriscono, sono semplicemente vere, sono quello che io sento, e sono frutto di una elaborata riflessione che non sarà nè la prima nè l'ultima che farò. sono contenta di riflettere in questo modo, non importa se qualcuno che leggerà non capirà. perchè del resto sono pensieri miei, unici come è unico ogni essere vivente su questa terra.

(per chi so io: se ci tieni a una persona, si vede, si sente, si capisce. non capisco davvero come mai a noi sia andata a finire che a malapena ci parliamo. io l'ho proprio dimenticato.)

domenica 30 marzo 2008

Leggere Parole


Se ognuno di noi

è un libro tra i tanti

non siamo che pillole d'inchiostro

racchiuse tra note e pagine


Calvino e Perec,

racconti e memorie

non siamo che storie dentro storie

più grandi e più piccole di noi


E adesso che vai

separi i volumi

la carta che scivola in cartoni

e scivola insieme a te


Ma io volevo dirti

non mi importa non importa

quello che mi prendi, quello che mi lascerai

solo le parole nostre non rubarle mai


Sai meglio di me

che siamo intricati

capitoli lunghi e complicati

lasciati sul dorso a testa in giù


Mi sfoglierai mai

pensandoci ancora

tra i segni di una matita nuova

nei libri che resteranno a te



Ma io volevo dirti

non mi importa non importa

quello che mi prendi quello che mi lascerai

solo le parole nostre non rubarle mai

solo le parole nostre

solo le parole nostre non rubarle mai



Perturbazione

venerdì 28 marzo 2008

FANCULO!

Io mi chiedo: cosa c'è di sbagliato in me, che non riesco a guidare una cazzutissima macchina, mentre pure le vecchie di 80 anni si pigliano la loro patente e io nn sn neanke in grado di fare uno stramaledetto parcheggio in retromarcia e a guidare un cazz d volante e girarlo a destra o a sinistra senza farmi insolentare??????
se qualcuno me lo spiegasse glieen sarei veramente grata!!!!!!!!!

cristodio.

e qualcun altro per favore dovrebbe avere la decenza di dirmi come mai l'istruttore prima mi grida di tutto d più e poi mi dice pure con con quella faccia da cazzo di bradipo(no anzi, il bradipo è mille volte più intelligente di lui) con sorpresa che nn capisce perchè nn sono tranquilla.
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AHAHHAAHAHAAHAHHAHAHAAHHAAHAHHAHAHHAHAHAHHAHAHAHHAAHAHAHHAHAHAAHAHAHAHAHAHAHAHAAHAHHAHAHAHAHAHAHHAHHAHAHA.
tesoro??!! ma ci senti??? o meglio, ma ti vedi???? se vuoi mi porto via una telecamera e ti riprendo così ti rendi conto ke l'istruttore di guida tu nn puoi farlo perchè metti panico a chiunque!!!
cos'è, devo farmi buddhista e fare corsi ohm per stare piu tranquilla perchè ho un cretino emerito che la cosa che sa fare meglio è urlare e fare ragionamenti sull'arte ke nn stanno in piedi??????
certo che si! però i soldi me li da lui!!!

ma vaffanculo, va.
VAFFANCULO!!! E LA MIA PATENTE TE LA PUOI FICCARE IN QUEL POSTO!!

domenica 9 marzo 2008

Fulmini a ciel sereno

SANGUE. LA MORTE NON ESISTE

domenica 2 marzo 2008

Une vraie idiot


Eh già. una vera idiota. si, sono davvero idiota. sono ingenua, "mi faccio i film", cado ogni volta o ogna volta mi rialzo. a fatica, facendo gli stessi errori, ripetendoli a più non posso.

se non ci sono, mi faccio. senza alcun dubbio.

complimentoni, lavì! vincerai il premio nobel della stupidità e dell'ingenuità fatta persona.

delusa? si! al massimo!

da 1 a 10, mi sento una vera cretina al 20.

avanti così, si farà carriera.


e il tetto? riflettere zero.

e gli scherzi bastardi e di cattivo gusto? a mille. e ci casco sempre.

e quindi? bah, nulla. graffiamoci pure, spezziamoci le ossa, sbattiamo la testa contro il muro.

eccomi immessa all'interno dello stupendo circolo vizioso.


Già. si sta davvero da dio.


non bestemmio. è inutile.

non mi dico "sarà utile e t servirà di lezione per la prossima volta". è inutile. a che serve? sempre gli stessi errori.

fantastico. fammerdastico.

martedì 19 febbraio 2008

C.C. caos calmo


Ci sono volte in cui una sola frase ti colpisce. arriva come una freccia, più veloce della luce, e ti trafigge. in quei pochi nanosecondi comprendi mille cose, mille motivazioni di mille tue reazioni di fronte a determinati eventi che ci sono stati e che ci saranno, nel corso della tua vita.

FRASE: "Non tenere in vita i morti con la rabbia. Non è stata colpa tua"


Ci sono volte in cui la visione di una immagine, anche la più banale, può costringerti ad avere voglia di pensare. ad avere voglia di ricordare, di rivivere momenti che hai sempre voluto accantonare, sotterrare. e sopra, metterci chili di fogli, pile di oggetti, un autentico mausoleo. tutto perfettamente inutile. una persona un giorno mi ha detto " vedi, la gente reagisce al lutto in mille modi diversi. c'è chi trasforma in un mausoleo la camera della persona che sen'è andata, c'è chi "ci ride sopra" e fa d tutto per dimenticare come se fosse un brutto sogno, c'è chi sta ore e ore ad annusare gli indumenti indossati dalla persona morta, e c'è chi dà via tutte le sue cose, tutto ciò che è appartenuto a quella persona".

2 sere fa ero a milano e al cinema stavamo aspettando in sala d'attesa che iniziasse la proiezione del film. era appena finito "caos calmo" e ne sono uscite, oltre al resto della gente, 3 persone: una signora sulla quarantina, con i genitori anziani. la moglie era molto magra, minuta ma con un non so che di giovanile. lui, era messo male. camminava a stento, tutto tremolante, neppure in grado di mettersi il cappotto. Non so come mai, ma mi è tornato alla mente mio nonno. il come mai, nn so spiegarmelo. in effetti mio nonno ne dimostrava molti meno di anni rispetto a quanti ne aveva. anche quand'è morto. il mio viso si è velato di una tristezza enorme. ho pensato che fortunatamente lui non era così come quel signore, e che comunque ha vissuto una vita bellissima nonostante gli enormi problemi di salute che aveva. e che è stato un bene che se ne sia andato lasciando di sè la sua solita immagine, quella del nonno affettuoso che non si è mai arrabbiato nemmeno una volta, sempre comprensivo e sempre simpatico e burlone.

Ci sono momenti in cui arrivo a casa d mia nonna, arrivo in cucina e mi suona quasi automatico chiedermi "ma dov'è il nonno? perchè non è seduto su quella sedia, al suo solito posto?". è stato talmente presente nella mia vita, che praticamente non mi sembra vero che nn ci sia più.

l'immagine di un uomo seduto su una panchina. quell'immagine che ho visto e ho fissato finké le lacrime nn hanno terminato di sgorgare, fino a che nn ci siamo alzate per andare nella sala dove proiettavano il film che dovevamo andare a vedere, mi è sembrata triste. anzi, mi ha reso triste. quello che non ho compreso, è come mai ho collegato mio nonno a quell'uomo sulla panchina. forse sono stati 2 momenti che di botto si sono susseguiti uno dopo l'altro, e il collegamento è stato automatico. forse ho semplicemente ancora il pensiero fisso che chi se ne va, resta più solo, di sicuro ancora di più rispetto a quand'era in vita.


Molte, troppe volte i pensieri fanno male. specialmente quelli fissi. se sono fissi, diventano difficilissimi da cancellare. perchè? beh, perchè tornano in mente ogni volta che vogliono.