domenica 22 agosto 2010

Just Follow The Day!


Light and day

is more than you'll say

cus allmy feelings are more

than i can let by

or not

more than you've got

just follow the day

follow the day and reach for the sun!

you don't see me flyin to the red

one more you're done

just follow the seasons and find the time

reach for the bright side

you don't see me flyin to the red

one more you're nuts

just follow the day

follow the day and reach for the sun

just follow the day

follow the day and reach for the

you don't see me flyin to the red

one more you're nuts

just follow the seasons and find the time

reach for the bright side

you don't see me flyin to the red

one more you're nuts

just follow the day

follow the day and reach for the sun!

just follow the day

follow the day and reach for the sun!

just follow the day

follow the day and reach for the sun!



The polyphonic spree

venerdì 6 agosto 2010

Da un po' di tempo sto studiando approfonditamente il personaggio unico di Adolf Loos, architetto ceco-austriaco del periodo storico e artistico modernista e secessionista.
Quest'uomo è un genio, un autentico genio, un grande scrittore e un bravissimo polemico.
Proprio il suo essere polemico mi ha affascinato e attirato, così nutrendomi delle sue critiche, del suo odio verso l'ornamento e verso la società stupida e bigotta che lo circondava, ho pensato, ho riflettuto.
Ieri sera avevo i coglioni parecchio girati - capita ogni tanto - così ho tentato di calmarmi ascoltandomi i Blonde Redhead, ma non ha funzionato.
Così ho iniziato a partorire delle frasi che avevano una loro logica e il perchè le abbia scritte con tutto quel fervore, beh, c'è e ha un senso e una validità.

Le più fini sono state le seguenti:

Mi riferisco in queste frasi a una città in particolare, ma per ragioni di privacy (che rompe sempre le palle 24 h su 24) utilizzerò la seguente parola: Izem.


Izem MI FA ESPELLERE SANGUE DAL DERETANO quindi provoca le emorroidi!

Izem, CON I SUOI ABITANTI, IMPUTRIDISCE L'ITALIA la imputridisce come città in sè, con o senza i suoi abitanti

A Izem NON TORNO NEANCHE SE MI IMPLORANO DI ESPORRE A P.R. tanto non avverrà mai.

NEANCHE SE CI VANNO A SUONARE I FOO FIGHTERS GRATIS.
PIUTTOSTO LI ASPETTO A ROMA O A RAGUSA, PIUTTOSTO.

ODIO Izem PER SVARIATI E INFINITI MOTIVI. MA LA ODIO SOPRATTUTTO PERCHE' TI DA UN'ETICHETTA CHE NON T'APPARTIENE, APPENA IL TUO CERVELLO INIZIA A ELABORARE UNA CAZZATA, DI QUALUNQUE GENERE.

ODIO Izem PERCHE' RIESCE (QUASI) A INGLOBARTI COME SE FOSSE UN'AMEBA
CON IL SUO CUCCO TRUCCO E PARRUCCO, CON LE SUE FIRME, CON LE SUE IDEE INSANE, CON LA SUA IPOCRISIA.

IO ODIO Izem COME LOOS ODIAVA L'ORNAMENTO.

Il mio desiderio di eliminazione è talmente forte in questo momento, che credo sia meglio che mi fermi qui e non vada oltre.

giovedì 5 agosto 2010

Il mondo gira al contrario, o io mi sono svegliata capovolta


Prima si assicurano che io abbia una buona luna, che sia tranquilla, sorridente, in poche parole che non crei rogne e non rompa i coglioni.

Poi, dopo essersene assicurate per bene, mi chiamano su skype, con un sorriso smagliante e mi chiedono com'è andata la vacanza, come sono presa con gli esami, se mi sto divertendo e via dicendo.

Poi arriva, puntuale come sempre, la mazzata finale.

SBAM.

Come possono, me lo domanderò all'infinito, come possono pensare che io mi possa fidare di loro, se questo è il trattamento che mi viene riservato?

Questa non è carognata, non è stupidità, nè inconsapevolezza.

E' cattiveria, stronzaggine, indifferenza e menefreghismo e coglionaggine allo stato brado.

Ma di cosa mi sorprendo!

Un intero anno è stato così, tra bugie e mille sotterfugi.

Mi sono per caso persa qualcosa? Mi sono magari svegliata un giorno e non mi sono accorta che il mondo ha cominciato a girare nel senso contrario?

Mi sono posta innumerevoli volte il fatto che magari fossi io il problema, che fossi io a stare regredendo.

Ma non mi pare che sia proprio così, visti vecchi e recenti episodi.
Chi è, ora, l'infantile? Qualcuna di voi ha ancora il coraggio di venirmi a dire che, cito testualmente senza rancore nè rimorso, (perchè quello che deve essere detto, va detto, prima o poi) "elemosino l'amicizia"?
Quanto si vede, che ho buttato 3 anni e mezzo nel cesso, a dividere tempo prezioso con persone con cui non avevo NULLA in comune.
Mi ero trasformata, non ero più io, ero un surrogato di qualcosa.
Qualcosa che loro volevano che io fossi: una razzista come loro. Una pettegola sparagiudizi come loro. Un'oca stupida come loro. Una fighetta.
Mi vergogno di essermi lasciata abbindolare da loro. E, per più di una volta, di non aver ragionato con la mia testa. Fortunatamente mi sono salvata appena in tempo.
Ma una volta che gli ideali comuni non sono gli stessi, te ne accorgi; così come ti rendi conto di quando, in un gruppo di 5 leghiste pure ignoranti, penose e invidiose, l'unica ad avere idee e mentalità di sinistra sei tu, e allora comincia a quadrare tutto. Spuntano come funghi i luoghi comuni, e si comincia a perdere il rispetto di te.
Allora ci pensi, ci pensi ancora e poi ancora, e arriva il momento fatidico in cui ti chiedi: "Ma ne vale davvero la pena? La loro falsa amicizia vale la tua perdita di identità, le tue lacrime soffocate, il tuo non poterti esprimere nel modo in cui vorresti, le tue urla, le tue paranoie, la tua insonnia e la tua stessa salute?"
Mi sono risposta da sola. L'ho fatto tempo fa.
Perciò il problema non sussiste.
So già quali sono, d'ora in poi, le persone a cui darò fiducia.
Quelle sono state da me scelte, quelle rimangono, la mia decisione è radicale e deve essere accettata, piacente o nolente.


domenica 1 agosto 2010

Non ritrovamento


Mi sono persa e non mi ritrovo più.

O, semplicemente, non voglio ritrovarmi.

Non voglio scoprirmi.

Non voglio farmi scoprire.

Temo di accorgermi che, in fondo, può esserci l'eventualità

che io non abbia nulla.

Che non possegga nulla.

Che io sia entrata così, in modo facile.

Che io non abbia quel talento

che mi aiutava ad andare avanti.

Non ho messo in conto troppe cose

e chissà

probabilmente neppure il fatto

che potrei anche non sfondare mai

potrei fare altro che cadere, precipitare, rialzarmi

ma senza che avvenga nessun cambiamento

Potrei illudermi

e ammazzare il tempo

svuotando scatole di cartone colme del mio male

e della mia memoria.

Mi chiedo davvero

se ci sia altro, di me

oltre a ciò che temo non ci sia

e forse non sia mai esistito.

A quel punto

mi domando cosa dovrò fare

come mi dovrò comportare

quali persone dovrò cercare

a chi dovrò parlare.

Mi sono persa e non mi ritrovo più.




Il sapore dell'inutilità


"Arte non è il mezzo con cui la fai, ma il talento con cui la esprimi"


Sembra quasi una presa per il culo, nel mio caso.

Come faccio ad esprimere il mio talento, se le persone che dovrebbero riconoscerlo, oltre a me, nn lo riconoscono affatto?

Preferiscono far partecipare a mostre addirittura internazionali, persone che stanno in laboratorio con me, persone che sono fuori corso, ciò significa che nn hanno le idee chiare, che hanno perso anni di studio, tempo e soprattutto soldi.

Preferiscono far partecipare a mostre persone che tra qualche mese andranno a fare i muratori e operai.

Dov'è, mi domando, mi chiedo da mesi a questa parte, dove va a farsi fottere il mio talento, il tempo, la fatica, la passione che impiego nel laboratorio in cui mi esprimo?

Dove va?

Ho visto gente essere cestinata, defenestrata, fottuta, vomitata. Utilizzerò qualsiasi termine sia in mio possesso per poter rendere al meglio l'idea.

Ho visto gente che in laboratorio, ci è stata e c'è ancora, solo per scaldare i banchi, per ridere e sparare un mucchio di merda e di cazzate.

Per ballare, per ridere e farlo stupidamente.

Per farsi adulare, per rimorchiare, per alimentare il proprio egocentrismo senza mai vomitarlo, per ingerire e suggerire qualsiasi tipo di cattiveria.

Se fare una scuola per diventare artisti, produce persone dall'ego spaventosamente fastidioso, menefreghista, cazzone al metro quadro, e quante altre caratteristiche io possa trovare, non bastano 30 pergamene a elencarle tutte, beh

allora, sono finita nel posto sbagliato.

E allora, posso anche andare a farmi fottere e sperare che tutta quest'altra gentaglia venga fottuta nel peggiore dei modi.

Ecco il sapore di prendersela in quel posto.


CHISSA' CHE CAZZO DI DIO CI FACCIO QUA.

sabato 31 luglio 2010

B.ZARRO



















Roma, mercoledì 21 luglio, Complesso Vittoriano, mostra di B.Zarro





"B.Zarro è l'istinto della ribellione, dell'istinto creativo e irrefrenabile: creare per lui è un bisogno esistenziale, interiore e fisico, necessaria fonte di vita attraverso la quale vive.
Difficile seguire il suo ritmo e districarsi nel suo ribollire continuo di idee e percezioni.
Le varie tematiche si fondono e si compenetrano in un ritmo frenetico ed impulsivo di produzione e creazione, che dà vita ad una impressionante mole di opere.
I temi che tratta attraverso le sue creazioni sono vari, molte delle sue opere sono legate alla grande tematica di Eros e Thanatos, riflesso di una visione della vita adombrata dalla lotta di questi due principi primordiali.
Benchè a volte ad alcuni possa apparire presuntuoso ed aggressivo, B.Zarro usa in modo schietto disinibito tutta la sua energia lavica nell'intento di risvegliare la coscienza collettiva restando svincolato dal sistema artistico.
I suoi linguaggi e modalità di espressione sono molteplici: attraverso la materia il suo segno vorace è in grado di espandersi su qualsiasi superficie e dilaga vibrante senza potersi contenere.
B.Zarro predilige il disegno libero e gestuale.
La tavolozza dei colori che impiega è soggetto a variazioni ma, spesso, nelle sue creazioni, puramente gestuali predilige la triade di tinte forti e nette del rosso, bianco e nero, che si miscelano sui cartoni dando vita ad immagini provenienti dal profondo, immagini che colpiscono per la loro purezza e forza istintiva.
L'accostamento dei colori segue un suo equilibrio estetico ed energetico, seguendo invisibili linee di forza tese a mostrare l'anima dell'immagine.
Le sue pennellate sono segni che suggeriscono flussi emotivi e di memoria.
La mano si muove liberamente in una perfetta simbiosi con la materia, scivola sulla superficie di un cartone, può frenare e poi curvare, oppure diventare angolosa, più marcata e poi improvvisamente più fluida per poi accelerare in un viaggio emozionale lungo la superficie dentro di noi.
I suoi sono racconti di un dialogo con l'inconscio attraverso i quali ci segnala tematiche e problematiche attuali, a volte con un messaggio di speranza, di preghiera universale.
Come un Michelangelo contemporaneo B.Zarro usa il suo talento artistico per liberare dalla materia le forme urlanti, facendole riemergere in superfici ricche di tensione dinamica.





"La prima cosa è il rosso. Ti riempie gli occhi e ti entra dentro questo rosso forte, vibrante,compatto.
Un rosso arcaico, che risiede da qualche parte nella nostra memoria, un rosso orientale, lacca cinese, bandiere di samurai o sari delle donne del sud dell'India...Ma anche un rosso organico, pulsante, interno.
E poi i segni e le forme, spesso nere, che si muovono su quel rosso... Tutto è esteticamente compiuto, elegante, quasi decorativo.
Ma, dietro si intuiscono la furia, la passione, l'istinto, l'irrazionale, a volte.
E' un po' come osservare un campo di una battaglia antica, quando le lotte e i duelli e il pericolo sono finiti e il teatro dello scontro assume una compostezza armonica e tragica.
Conoscendo B.Zarro, so, almeno tecnicamente, come questo avviene.
Lui dipinge con la tela a terra (ma a volte sono tavole di legno, ante di armadi o vecchie porte, oggetti che contengono una memoria che l'artista va a resuscitare) e si immerge in una lotta istintuale e pericolosa, tracciando segni caotici, affondi di colore, sciabolate di vernice.
Poi, probabilmente riprendendo fiato, osserva il risultato, individua immagini, forme, figure che appaiono da quel caos originale, come succede ai pazienti degli psicoanalisti a cui viene chiesto di interpretare e dare un significato alle macchie di inchiostro che vengono loro mostrate. E qui, con l'aiuto della ragione e della tecnica che l'artista possiede, B.Zarro completa la sua opera facendo emergere associazioni di figure o, a volte, vere forme compiute, suggerimenti per l'osservatore...
Quasi il figurativo che emerge. Lasciando sempre uno spazio, però, al pensiero e all'immaginazione di chi guarda.
E c'è sempre un movimento, un'azione nelle sue opere.
A volte dolce e gentile, a volte dinamico e forte, come in una sequenza cinematografica.
E, se appunto, questo duello tra l'istinto e la ragione, tra il dolore e la gioia e l'osservazione di queste passioni hanno molto a che fare con la psicanalisi, le opere di B.Zarro fanno quello che, secondo Derrida, dovrebbe fare il Cinema: rievocare fantasmi!
D'altro canto la pittura, la psicanalisi e il cinema si muovono nello stesso terreno, spaventoso e immaginifico, misteriosi e rivelatore...il terreno e la sostanza dei sogni.


Gabriele Salvatores










































martedì 13 luglio 2010

Realizzo


i see the world

feel the truth

which way to go

windowsill

i see the words

on a rocking horse of time

i see the birds

in the rain


oh dear dad

can you see me now

i am myself

like you somehow

i'll ride the wave

where it takes me

i'll hold the pain

release me


oh dear dad

can you see me now

i am myself

like you somehow

i'll wait up in the dark

for you to speak to me

i'll open up

release me

release me

release me

release me