venerdì 4 gennaio 2008

Ventuno


I don't think it's going

to happen anymore

you took my thoughts from me

now i want nothing more

and did you think you

could just take it all away


i don't think it's happening

this is what i say


leave me alone

cause i found it all

twenty one


so i don't think it's going

to happen anymore

i don't think it's going

to happen anymore



Twenty one


Today



Twenty one





(Alberto, mi manchi tantissimo. Questa canzone è tutta per te, per farti sapere che quaggiù fa tutto schifo, mai io stringo denti e pugni e lotto e mordo per andare avanti.)

martedì 1 gennaio 2008

Anno, in every possible way

2008*** buon anno a tutti.



accompagno questo 1° giorno di un nuovo anno con questi pensieri: -sono felicissima della benriuscitissima festa d ieri sera e sono ancora più felice per Anna che finalmente ha fatto faville con Alessio, ed era ora!!! stanno troppo bene assieme, e sono felice per lei come nn lo sono mai stata. sono fiera di lei e d me stessa d averla conosciuta e d quest'anno in cui la distanza e il conoscere nuove persone ci ha fatto maturare e il rapporto con lei è diventati strettissimo,e questo mi fa ancor più piacere, perchè senza d lei non sarei cambiata e ora nn avrei la mente più aperta e nn mi divertirei così tanto.

- mi mancano tantissimo come del resto ogni anno le persone che ho perso durante la mia vita, e ho cominciato a metabolizzarwe questa nuova teoria: se d notte sento rumori so che nn devo avere paura che siano fantasmi, perchè se ci sono, so che sono lì per aiutarmi e coccolarmi ed eliminare i cattivi e brutali pensieri che corrono a razzo nella mia mente. spero di non dimenticare mai che ci sono, e che s'è aggiunto anche mio nonno. con il suo humor e la sua saggezza tenterò di andare avanti e stringerò i denti e i pugni per continuare ad avanzare.

- ho un amico che ho scoperto che in realtà amico non è, perchè è come se fosse praticamente invisibile, e ogni giorno che passa mi rendo conto che nn sono importante per lui, anzi. ho un valore che sovrasta di poco lo zero. questo mi fa stare male, perchè mi sento una vera idiota e ingenua. e ora devo solo trovare il modo di dirgli di dimenticarmi visto che sto da tempo tentando d fare lo stesso. ma tanto siamo quasi alla frutta. posso solo dire che manca poco al radicale cambiamento. devo imparare a scegliermi meglio gli amici, e appena questi cambiano d punto in bianco peggiorando istante dopo istante, significa solo una cosa: è giunto il momento di eliminare e cambiare il gruppo.

è una delusione molto grande, questa. ma stringerò i denti anche qui, con l'aiuto dei miei amici, quelli veri che nn scompaiono, che si fanno sentire e ci sono quando hai bisogno di loro.

- per ultimo, lascio in prestito il testo di una delle canzoni più belle dei cranberries, "dreams".

auguro a tutti coloro che se lo meritano, un ottimo anno carico di soddisfazioni e di eventi in grado di far maturare.

Buon 2008!





Dreams







Oh my life is changing everyday in every possible way And though my dreams it's never quite as it seems Never quite as it seems I know I felt like this before But now I'm feeling it even more Because it came from you Then I open up and see The person fumbling here is me A different way to be I want more, impossible to ignore Impossible to ignore And they'll come true impossible not to do Impossible not to do And now I tell you openly You have my heart so don't hurt me For what I couldn't find Talk to me amazing mind So understanding and so kind You're everything to me Oh my life is changing everyday In every possible way And though my dreams it's never quite as it seems 'cause you're a dream to me Dream to me






sabato 29 dicembre 2007

Gegen Die Wand


aGainst the Sand/ I fight.

venerdì 28 dicembre 2007

...


ci sono volte in cui mi sento così cretina e incapace, che potrei tranquillamente dare fuoco a tutti tutti i miei disegni, tutte le mie foto, i miei schizzi..tutto. mi manca l'ispirazione e quello che disegno mi fa schifo.

guardo quei piccoli diamanti che sono i lavori delle mie compagne d corso e mi chiedo ma io che diavolo ci faccio qui?

direi che nn poteva esserci momento migliore di questo, perchè mi arrivasse l'abitudinaria mini-crisi.

cazzo.

mercoledì 26 dicembre 2007

In all Xmas Trees


B come Buon natale!!! buone feste a tutti!

in quel del fronte mottense non ci sono novità. in quel del fronte veneziano si. un episodio non particolarmente piacevole con le due ragazzuole cilene.... meglio ke non scrivo nulla, se non che spero d non finire in mezzo alla calle cn valigia e tutto quanto x colpa del disordine di ste due cretine. della serie, meglio che imparo a fidarmi meno della gente. per ora, comunque, sembra che la situazione si sia stabilizzata.

parliamo di guide. ho come la vaga impressione che sta benedetta macchina non la userò molto. sono arrivata alla seconda guida, e me le sono sentite di tutti i colori da parte del pazzoide schizofrenico istruttore che, a quanto ho sentito dire, dovrebbe pure essere il più CALMO tra i 2. mi sorge un dubbio. ma qualcuno in quell'autoscuola scopa qualche volta???? calmanti, mai?? fino a prova contraria, io vado a fare ste guide, li pago profumatamente, almeno insegnami come si deve. che poi, si io sarò pure paurosa finchè vuoi, ma di certo non è che mi aiuti se mi urli nelle orecchie semi-costantemente... è un metodo che non ha mai funzionato nei confronti di nessuno. e io non penso proprio d'essere stupida o impedita. quindi, o ti calmi, o corri da solo e io cambio istruttore.

vabbè, passiamo ad altre news. a febbraio ho sti due bell'esamoni tosti di : tecniche pittoriche (tutti dicono che il prof sia più bastardo di febbraio...) e tecniche grafiche speciali. tutta l'allegra compagnia mia è sufficientemente preoccupata x quest'ultimo esame. ieri sera ho sentito la Fefe e siamo prese entrambe male. io non ho ancora letto il libro e temo pure che lo cambierò xkè mi sembra pesantino, il manifesto non è ancora pronto e devo pure sentire il prof che ne dice, il booklet non so neanche come iniziarlo e devo pure trovare una stamperia, l'unica cosa che posso fare è comprare 2 magliette una bianca e una nera e farci sopra il logo, e ringrazio d cuore la Polly che mi ha dato sti preziosi consigli, sennò mi presentavo all'esame con il manifesto e il marchio e basta. -.-"

per tecniche pittoriche ci sono la bellezza di 20 tavole da fare, il soggetto deve essere semplice e non l'ho ancora scelto, mi mancano i colori acrilici da acquistare, e pure la carta che mi costerà un patrimonio.

cosa che se ci penso mi viene mal d pancia.

stavo pensando di sbolognarmi l'esame di storia dello spettacolo, ma ho ancora un sacco di riflessioni che devo spedire ed elaborare, due non bastano. ho appena finito di incidere un'altra lastra. laboratorio di grafica è l'unico in cui sono messa bene. ho finalmente imparato a stampare in modo decente, senza insozzare la carta. benedetti guanti!!!!

insomma, il solito. presa male da una parte, presa bene dall'altra.

mia nonna è sempre là, a casa. ha i suoi momenti di malinconia, e quelli d euforia e di scene teatrali. che a volte infastidiscono molto. quando è davvero giuù di corda, diventa ripetitiva. ripete le stesse cose almeno 10 volte al giorno. sta diventando un'ossessione. speravo che dopo la morte del nonno, si sarebbe pure più "rilassata" e avrebbe smesso di bacchettare tutti. errrato!! erratissimo! non cambia mai. mio nonno alcune volte riusciva a zittirla. adesso parla e straparla e continuerà a farlo finchè non le si seccherà la lingua e per qualche giorno si metterà (forse) in testa di frenare i suoi istinti da maestra di vita. si, lo so, è normale. e per i primi tempi sarà dura. dopotutto sono 60 anni di convivenza e tutto quel che segue. non sono bruscolini. ma starle vicino per quanto m riguarda non significa assecondare tutte tutte tutte le sue parole, e soprattutto non significa cercare d svagarla perchè così si elimina solo il problema, che invece deve essere affrontato. di certo non lo si affronta facendo pulizia (letteralmente parlando) dando via i vestiti d mio nonno, tentando di convincere mio padre a dare le enciclopedie alla biblioteca, assieme a tanti altri libri che sono in studio. se non fosse stato x mio padre che giustamente si è opposto, a quest'ora gli scaffali sarebbero vuoti e fra un po' mia zia si sarebbe pure messaa ridipingere le pareti della stanza. ......................

cristo!un po' di rispetto per chi ha vissuto e non c'è più, no??? anche io ho vocabolari di tedesco, francese, latino che so già che non userò più, e i miei non sanno che farci, ma sono pur sempre fonti di conoscenza. il fatto che non vengano usati frequentemente, non significa che siano da buttare via o che non servano più. eanche i vestiti, anche se il patrimonio non è lo stesso. dare via i vestiti non equivale a eliminare il vissuto di una persona. non è in questo modo che si affronta una perdita. ora, vabbè, parlo tanto io, che se potessi farei un mausoleo dei giochi e delle foto di mio fratello. ma neanche eliminare è giusto. è una questione, ripeto, di rispetto. e anche di umiltà non solo per chi non c'è più, ma anche verso sè stessi. ci sarà tanto, tanto lavoro da fare. e, ovvio, alcuni vuoti non si possono colmare.

ieri eravamo a pranzo da lei. ho varcato la soglia di casa, sono entrata in cucina e m'è preso un colpo quando ho visto la sedia del nonno, vuota. non mi sembra vero. questo, per dire che non sono fredda e distaccata. nemmeno voglio cercare d esserlo. manca a tutti, anche a me. quindi, è rispetto anche nei coinfronti di chi ti sta accanto. tutto ciò che esce dalle bocche non è mi entra in un orecchio ed esce dall'altro.

dopotutto, mi aspettavo un natale più gioioso. pazienza, è stato quel ke è stato, e le cose non cambiano. ripongo le mie più grandi speranze nell'anno nuovo e nella festa di capodanno, in compagnia della mitica Miss Anna e del suo spericolato amico Alessio. Che già mi è venuto un colpo appena Anna m ha detto che arriviamo a vittorio veneto e poi da lì CI PORTA LUI. (....) avete presente le riprese di quei cosi volanti in stars wars? ecco. alessio guida in modo identico. e in più, il suo paese è zeppo di curve e tornantini che ti vengono da dio se li usi come rampe su cui skateare.

e con questo ho detto tutto!!!! :D


on air: Marlene Kuntz - Uno

giovedì 6 dicembre 2007


C'è poco. molto poco da dire, riguardo tutti gli avvenimenti successi in questi giorni. forse ci sarebbe molto da dire, ma in realtà le parole non si trovano. io non le trovo. perchè probabilmente mi rendo conto che molte volte sono inutili.
Mio nonno è morto in 3 giorni. o forse è stato un lento e sofferente progredire della sua malattia.
venerdì mattina lo ha colpito un ictus. il giorno dopo è entrato in coma. l'ho visto lucido per l'ultima volta venerdì sera. avevo i capelli sciolti, con tutti i miei ricci che giocavano e danzavano sulle mie spalle, e lui mentre gli prendevo la mano, mi ha accarezzato il viso e ha giocherellato con qualche mio boccolo. questa scena non la dimenticherò mai. e non perchè sia stato l'ultimo momento in cui gli potevo parlare e lui mi poteva capire e sentire, ma perchè il gesto, in sè, mi ha fatto comprendere quanto mi ha voluto bene. e quanto gliene ho voluto io.
se n'è andato di domenica. ero sicura che non se ne sarebbe mai andato il giorno del compleanno di mio padre. ha tenuto duro, ha lottato finchè ha potuto. e io ero là. l'ho visto esalare il suo ultimo respiro. con gli occhi sbarrati, tendendo le braccia verso mia nonna e mia zia. io non ho urlato. ho pianto, e ho soffocato. avrei voluto tanto dirgli No non mi lasciare, ho un mucchio di altre cose da dirti, tantissimi disegni e stampe e tele da mostrarti. ma era ovvio. non potevo fermarlo.
molte certezze sono venute a galla. su alcune di esse ho riflettuto a lungo.
Stavolta, ho detto addio. ho salutato. sono stata vicino a mio nonno. quindi, stavolta, non avrò altro rancore che mi mangerà il fegato. e mi sarà quindi più facile superare tutto e aiutare moltissimo mio padre, mia zia, mia nonna soprattutto.
E' stata la prima volta che ho vissuto la morte di un parente, in maniera diretta. tutto ciò, credo che mi rafforzerà.
comincio a prendere in considerazione l'idea di tornare a riflettere sui miei sensi di colpa,e ogni giorno in cui ci penso con lucidità e raziocinio, capisco che qualcosa non quadra, qualcosa sussiste, di anomalo.
mi sto accorgendo che in effetti il mio cuore nn l'ho mai aperto abbastanza. e aprirlo non significa farsi ascoltare e sfogarsi con gli altri. aprirlo significa riuscire a dare, non solo a ricevere. significa stare a sentire un amico che ti dice di essere spaventato perchè è cosciente che fra pochi giorni farà un "salto nel buio". significa ascoltare mia madre, che mi chiede come sto, ma invece la domanda è come se la rivolgesse verso se stessa.
in breve, continuo a ricascarci. continuo a pensare e a parlare di me stessa, e quando si risolvono i miei problemi, quelli degli altri scivolano rapidamente in secondo piano. neanche mi accorgo, neanche mi rendo conto di quanto posso essere megalomane. Alberto non avrebbe voluto che fossi così, lui non lo è mai stato. ha sempre pensato a me, ovunque si trovasse. me lo sono detta mille miliardi di volte, e me lo dico pure stavolta: è ora di crescere, su questa questione. è ora di finirla con le puttanate. è ora di girare attorno ai sensi di colpa, quando è ovvio che il problema sta da un'altra parte.
l'unica domanda che mi pongo in questo istante è: che cosa ci faccio, a 21 anni suonati, a cadere ancora su questi ragionamenti? com è possibile che siano passati 8 anni e la rabbia in corpo è sempre lì, pronta a eruttare, per poi colarmi addosso e solidificarsi e aumentare?
un vulcano. ecco. beh, è ora che questo vulcano la smetta e vada a farsi il suo bel riposo eterno.
perchè sono stufa, sono stanca di farmi così male, e di farlo agli altri, a quelli che mi stanno accanto.
suona scontato, si. lo so. ma lo scrivo comunque. è ora di ritornare a vivere.
e ringrazio veramente tantissimo quelli che fanno tanti sforzi continuando a tentare di farmelo entrare in zucca.
Grazie Kaa, grazie Polly, grazie Daniele, grazie Alessandro,grazie Anna, grazie Emanuele, grazie a tutti quelli che mi sono stati particolarmente vicino in questi giorni non facili.
Buona notte...
Lavinia

venerdì 23 novembre 2007

Si librano in aria come la cenere


Oggi è stato un giorno come tanti. Oggi sono andata a lezione di anatomia con quella mitica prof che abbiamo, la lezione è proseguita bene. Tutto, nel complesso, è andato bene durante la settimana.

Eppure qualcosa mastica. Qualcosa disturba e scuote si dimena nel mio stomaco, nella mia gola.

Comprendo, mi accorgo, come ogni anno ormai (è una fottuta routine) che qualche persona che conosco e a cui tengo, mi abbandona. Qualcuno mi molla in questa vita tanto misteriosa quanto maledettamente stronza, come stronze e bastarde sono le persone che abitano in questo mondo. Ognuno si fa i cazzi propri. E chi si preoccupa per quest'ultimi, restano presi così, a pesci in faccia. c'è chi si fidanza e tu finisci immediatamente tra gli scatoloni nel magazzino, c'è chi si laurea e se ne va in culo al mondo, c'è chi muore e non torna più, e chi se ne resta là, in riva al mare con lo sguardo perso nel vuoto e pensa che si è di nuovo soli. di nuovo schiavi delle emozioni, di nuovo in balia di lacrime salate e amare, di nuovo costretti a lottare da soli.

sempre soli.

martedì mattina ho attraversato il ponte dell'accademia. sul ponte c'erano foglie secche che svolazzavano tra i vari gradini di legno, e io ho alzato gli occhi, ho osservato per qualche secondo l'albero da cui cadevano le foglie, e mi è tornato in mente l' 8 ottobre del 99. quel giorno in cui ero appena uscita da scuola, e davanti a casa di mia nonna ho visto la macchina di mio padre, e il retro era colmo di valigie. le mie gambe tremavano. pensavo il meglio e il peggio, tutto d'un fiato. ho pensato che alberto mi manca. ho tentato di contare quante volte sono andata atrovarlo quest'anno, e mi sono vergognata del numero che non raggiungeva la decina. mi sono sentita ipocrita. ipocrita perchè nn l'ho ancora detto ad azzurra, o a giulia. forse parlandone con loro mi sentirei meglio, perchè anna mi sa capire ma fino a un certo punto.

vorrei poter parlare con qualche amico che conosco, ma che è troppo lontano sia con la mente che con il corpo, e poi ho paura di annoiare, di far crollare, di far incazzare. non voglio essere la lagna di turno.

c'è un tempo proprio schifoso. ho le lacrime che mi rigano le guance, gli occhi rossi, e se mi vede mia madre sono cazzi, perchè mi tempesterebbe di sicuro di miliardi di domande. domande a cui non voglio rispondere.

mio nonno migliora e peggiora. poi migliora di nuovo e poi ripeggiora.

ormai sono arrivata al punto che mi rendo conto io stessa, che, citando ligabue, ho perso le parole, oppure sono loro che perdono me.

ogni volta sembra che tutto stia arrivando alla frutta. poi il pasto ricomincia, così come pure la notte e il giorno.

è il ricominciare, che fa male. è il ricominciare che è estremamente faticoso, e non tutti riescono a ripartire daccapo.

io, che sono allergica ai cambiamenti, specialmente quelli radicali, che lasciano un'impronta di quelle indelebili, temo di essere tra quelli che, arrivati a un certo punto, non ce la fanno più. perchè? perchè la troppa solitudine incombe, perchè l'inverno giunge in fretta ed è la stagione più morta delle 4, perchè c'è tanta nostalgia, tanta voglia di graffiare pareti che non meritano di essere rovinate, perchè tante domande restano tali e non hanno risposta. e per mille miliardi di altre ragioni, la maggior parte delle quali sono contraddittorie, autentici paradossi, che nessuno all'infuori di me stessa, riuscirebbe mai a capire.

tanto, sono solo parole, e le parole volano e si librano in aria come la cenere, come la polvere.

tanto, a nessuno importa se sono parole. se sono le MIE parole. perchè se sono mie, sono solo parole che passeggiano e poi lasciano spazio ad altri insiemi di consonanti e vocali, magari più allegre, magari ancora più tristi. magari solo parole nuove, e nuovi giorni da analizzare, nuove canzoni da ascoltare, nuovi suoni e immagini da ricordare.
On air:
DEATH CAB FOR CUTIE - DEATH OF AN INTERIOR DECORATOR
you were the mother of three girls so sweet who stormed through your turnstile and climbed to the street but after conception your body lay cold and withered through autumn and you found yourself old can you tell me why you have been so sad? he took a lover on a faraway beach while you arrange flowers and chose color schemes can you tell me why you have been so sad? can you tell me why you have been so sad? the girls were all there they traded their vows the youngest one glared with furrowed brows they tenderly kissed then cut the cake the bride then tripped and broke the vase the one you thought would spend the years so perfectly paced below the mirror arriving late, you clean the debris and walked into the angry scene it felt just like falling in love again (x2) can you tell me why you have been so sad? can you tell me why you have been so…